Progetto di sperimentazione
dell’ufficio per il processo civile

Indice - Sommario

1. Premessa
2. La struttura dell’ufficio – composizione
2.1. Profili tabellari ed organici (Giudici, Ausiliari dei giudici, Personale di cancelleria, Esperto informatico, Esperto in statistica ed analisi dei dati)
2.2. Carico del ruolo e competenza
a) carico del ruolo
b) individuazione della materia
c) trasferimento delle procedure pendenti alla sezione sperimentale
2.3. Risorse materiali
a) edilizie ed hardware
b) software
3. I compiti
3.1. Compiti comuni
a) lavoro comune dei magistrati, dei GOT e degli ausiliari
b) lavoro comune dei magistrati del personale di cancelleria e degli esperti informatici e
statistici
3.2. Compiti individuali
a) i magistrati
- funzioni organizzative
- funzioni processuali
b) gli ausiliari
I) i G.O.T.
II) i praticanti o specializzandi
c) personale di cancelleria
- il fascicolo cartaceo
- svolgimento ed esaurimento durante l'udienza di tutto il lavoro attualmente svolto per
la preparazione e lo scarico di ogni udienza
- attività fuori udienza
d) esperti informatici
e) esperto in statistica ed analisi dei dati
4. Gli avvocati
5. Il processo
5.1. Cause nuove
a) arrivo del fascicolo al ruolo
b) assegnazione del fascicolo al magistrato
c) il fascicolo è sulla scrivania del giudice
d) organizzazione del processo
- udienza di prima comparizione e di trattazione
- percorsi processuali predeterminati
- decisione
e) organizzazione dell’udienza
5.2. Cause vecchie
6. La consolle del giudice
7. I documenti informatici
8. L’ambiente e le regole
9. Le modalità attuative del progetto ed i tempi

Progetto di sperimentazione dell’ufficio per il processo civile


1. Premessa

Il progetto di sperimentazione deve riguardare essenzialmente:
a) l’automazione del processo;
b) l’organizzazione del lavoro delle cancellerie;
c) l’organizzazione del lavoro dell’ufficio;
d) l’organizzazione del lavoro del giudice;
d) l’inserimento di ausiliari del giudice;
e) il coordinamento del lavoro di tutte le varie componenti dell’ufficio.

Le finalità sono:
- eliminazione delle attività inutili e, in particolare, della duplicazione di operazioni identiche;
- eliminazione o, quantomeno, considerevole riduzione del lavoro di sportello delle cancellerie al fine di liberare risorse umane da impiegare in mansioni maggiormente qualificate;
- individuazione ed applicazione delle prassi processuali più rapide;
- coordinamento del lavoro dei magistrati;
- progressivo passaggio alla utilizzazione della posta elettronica certificata e della firma digitale per tutte le comunicazioni da parte della Cancelleria agli avvocati costituiti ed ai consulenti tecnici e per lo scambio degli atti difensivi tra gli avvocati;
- eliminazione o, quantomeno, considerevole riduzione del rischio di smarrimento degli atti o dei fascicoli;
analisi dei flussi di lavoro al fine di elaborare progetti di smaltimento delle sopravvenienze che consentano un saldo attivo tra la quantità delle cause sopravvenute e la quantità delle cause definite.

Lo scopo ultimo è, quindi, quello dell’aumento di produttività, della riduzione degli errori, dell’eliminazione degli sprechi ma anche di un miglioramento qualitativo complessivo del “prodotto”, cioè della risposta alla domanda di giustizia.
Più specificamente il gruppo che dovrebbe realizzare la sperimentazione si propone:
- di aumentare significativamente (almeno dal 33 al 50%) il numero delle cause esaurite (con sentenza, con conciliazioni, con rinunce espresse o cancellazioni ex art. 309 c.p.c.);
- di migliorare il prodotto giudiziario garantendo una maggiore uniformità di decisioni o, quantomeno, facendo in modo che i contrasti di giurisprudenza siano consapevoli;
- di diminuire la quantità delle sopravvenienze grazie alla pubblicità degli orientamenti giurisprudenziali;
- di eliminare i tempi morti nella gestione dei processi e delle udienze e nel lavoro della cancelleria;
- di utilizzare, per quanto è possibile, le nuove tecnologie come strumento per rendere più rapido ed efficiente il lavoro giudiziario, soprattutto per quanto riguarda le comunicazione alle e tra le parti costituite;
- di realizzare “sul campo” ed in strettissima connessione con le reali esigenze degli uffici la riqualificazione professionale del personale di cancelleria.
Inoltre il gruppo punta a controllare lo stato di avanzamento del progetto, monitorando i fenomeni organizzativi, relazionali, professionali indotti negli ambiti toccati anche per operare i necessari aggiustamenti in corso d’opera.


2. La struttura dell’ufficio - composizione


2.1. Profili tabellari ed organici

Una sperimentazione del nuovo processo è possibile solo a condizione che si istituisca nell'ambito del tribunale una sezione sperimentale o una “parte” esclusivamente sperimentale di una sezione, aperta alla partecipazione volontaria di magistrati e personale amministrativo.

- Giudici:
numero ottimale è quello di almeno 5 magistrati

- Ausiliari dei giudici:
a) GOT: numero ottimale è quello di almeno 3 GOT;
b) praticanti avvocati oppure iscritti alle scuole di preparazione alle professioni forensi: numero ottimale è di 2 per ogni giudice (la destinazione di questi soggetti a svolgere attività di collaborazione con l’ufficio per il processo dovrà essere stabilita con una apposita convenzione con l’Ordine degli Avvocati o la Direzione delle Scuole di preparazione alle professioni forensi).

- Personale di cancelleria:
numero ottimale è quello di 2 cancellieri e 5 operatori.

- Esperto informatico:
un esperto a tempo pieno (dovrebbe essere messo a disposizione dal Ministero nell’ambito del progetto di introduzione e gestione della consolle del giudice).

- Esperto in statistica ed analisi dei dati:
un esperto anche a tempo parziale (dovrebbe essere messo a disposizione dal Ministero nell’ambito del progetto di introduzione e gestione della consolle del giudice).


2.2. Carico del ruolo e competenza

a) carico del ruolo
A ciascun giudice di questa struttura potrebbero essere assegnate, per la prima fase della sperimentazione, oltre a circa 300 cause pendenti, circa 200 cause sopravvenute all’anno, scelte in materie omogenee trattate con il rito ordinario.

b) individuazione della materia
Esaminando i flussi del Tribunale nell'ultimo biennio è stato individuato, nell'ambito della maxi-categoria "contratti ed obbligazioni vari", un settore omogeneo di cause con oggetto “bancari (deposito bancario, cassetta di sicurezza, apertura di credito bancario)”, le quali potrebbero essere assegnate al gruppo sperimentale.
Nel biennio 2006-2007 la sopravvenienza media delle cause con oggetto “bancari (deposito bancario, cassetta di sicurezza, apertura di credito bancario)” è stata di n. 1.018,5 cause all’anno, con una tendenza alla diminuzione.
Attualmente le cause pendenti che hanno il predetto oggetto sono circa 3.300. Verranno attribuite alla sezione tutte le cause pendenti in questa materia iscritte prima del 2006.
I motivi di questa scelta sono di carattere sostanziale “esterno” (tutela del credito e del consumatore) ed “interno” (sgravio di quattro sezioni tra le più appesantite – omogeneità della materia con conseguente facilità di trasferimento dei ruoli).

c) il trasferimento delle procedure pendenti alla sezione sperimentale
L’Ufficio per il processo fisserà il calendario delle nuove udienze garantendo anche per queste cause un modello di assegnazione mirata. La Cancelleria curerà la comunicazione della nuova data d’udienza e del giudice assegnatario alle parti prediligendo, ove possibile, l’utilizzo della posta elettronica o del fax.

2.3. Risorse materiali

a) edilizie ed hardware:
- 1 stanza per ogni giudice togato contenente 2 scrivanie affiancate e 2 PC collegati in rete, 1 stampante munita di funzione scanner e di funzione fax, 1 display esterno;
- 1 stanza per i GOT munita 3 scrivanie e 3 PC collegati in rete, 1 stampante munita di funzione scanner e di funzione fax; 1 display esterno;
- 2/3 stanze per la cancelleria complessivamente dotate di almeno 2/3 PC collegati in rete, 1 stampante munita di funzione scanner e di funzione fax;
- uno spazio adeguato per la conservazione di n. 2500/3000 fascicoli;

b) software:
- postazioni di lavoro tutte collegate in rete e collegate al SICID;
- “consolle” del giudice;
- dotazioni strumentali adeguate ai migliori standard tecnici per le comunicazioni telematiche in particolare e, in prospettiva dell’entrata in vigore del cosiddetto “processo telematico”, per la ricezione e la trasmissione degli atti del processo alle parti costituite, ai consulenti tecnici, alle amministrazioni pubbliche ed ai soggetti privati muniti di posta certificata e firma digitale.


3. I compiti


3.1. Compiti comuni

a) il lavoro comune dei magistrati, dei GOT e degli ausiliari:
solo magistrati e GOT
elaborazione della giurisprudenza di sezione;
studio congiunto delle cause per le quali il GOT sarà chiamato a celebrare una o più udienze;
organizzazione di percorsi predeterminati diversi a seconda del tipo di cause: seriali, semplici, manifestamente infondate (ad es. difetto di giurisdizione, incompetenza rilevabile d'ufficio), complesse, comportanti un atto istruttorio tipico, suscettibili di conciliazione, ecc;
predisposizione di modelli standard di provvedimenti;

magistrati, GOT ed ausiliari
diffusione interna ed esterna della giurisprudenza di sezione (che ovviamente ammette dissensi purchè consapevoli e motivati);
creazione e diffusione interna ed esterna di un archivio di giurisprudenza di legittimità (ed eventualmente anche di merito di altri uffici sulle materie di competenza);
predeterminazione di griglie standard divise per materie per favorire lo studio preparatorio dei fascicoli.


b) il lavoro comune dei magistrati del personale di cancelleria e degli esperti informatici e statistici

Particolare attenzione dovrà essere dedicata all'analisi dei flussi in entrata e in uscita ed ai tempi di durata delle cause. Ad esito di tali analisi dovranno essere redatti dei programmi di smaltimento del lavoro, ivi compreso l'arretrato, la cui realizzazione dovrà essere costantemente monitorata anche al fine di individuare e prontamente correggere eventuali errori di previsione o di adattare i programmi ad impreviste modificazioni della quantità o tipologia dei flussi in entrata.

Uguale attenzione dovrà essere dedicata alla individuazione e messa a punto delle prassi più efficaci e comode sia per l'ufficio sia per gli utenti per lo svolgimento del lavoro della cancelleria possibilmente attraverso l'utilizzo dei software già disponibili oppure di quelli acquistabili sul mercato dall'ufficio a prezzi esigui (o, come sempre più spesso accade, da scaricare gratuitamente dalla rete). Settori fondamentali di intervento saranno le modalità standard di relazione tra la cancelleria e gli utenti esterni (utilizzando, ad esempio, la posta elettronica), le modalità di svolgimento dell’udienza e delle singole attività che vi si svolgono (formulazione delle istanze e delle richieste delle parti, decisioni del giudice, eventuali comunicazioni alle parti ed ai terzi, espletamento delle attività istruttorie, formulazione dei quesiti al C.T.U. deposito e comunicazione delle relazioni del consulente, aggiornamento degli archivi); i problemi connessi alle attività “amministrative” che non è possibile svolgere in udienza (deposito atti, deposito e comunicazione dei provvedimenti, deposito e pubblicazione delle sentenze).

Predisposizione e costante aggiornamento dell’agenda informatica di ogni giudice per la programmazione delle udienze secondo i criteri di accorpamento di cause con oggetto analogo o di accorpamento di atti istruttori analoghi, ecc.

Creazione, in attesa dell’introduzione da parte del Ministero del cosiddetto processo telematico, di una cartella elettronica per ciascuna causa, nella quale archiviare tutti gli atti difensivi delle parti, tutti i provvedimenti istruttori del giudice, tutti i verbali delle udienze, tutti i documenti prodotti dalle parti, tutte le informazioni ricevute da terzi
Predisposizione di un programma semplice e snello per gestire la cartella elettronica accedendovi direttamente dalla “consolle del giudice” (vedi infra paragrafo n.6).

3.2 Compiti individuali

a) i magistrati

- funzioni organizzative: I compiti delineati nei due precedenti paragrafi comportano che i magistrati del gruppo sperimentale dovranno svolgere una funzione organizzativa-programmatica che prevede anche il coordinamento con i dirigenti amministrativi ed un confronto con gli utenti esterni.
Dal punto di vista realizzativo sono essenziali le assemblee dell’ufficio che disegnino i percorsi tipici dei processi in relazione alle loro tipologie e che individuino le soluzioni interpretative da adottare (e da rendere note con meccanismi di pubblicazione diffusa delle “sentenze pilota” e/o incontri pubblici).
Le riunioni previste dall’art. 47 quater ord. giud. devono diventare, quindi, lo strumento di direzione reale, il momento centrale della elaborazione dell’ufficio quantomeno sul versante dei magistrati.
Ciascun magistrato sarà anche responsabile di singole attività generali (vi deve essere un responsabile per lo studio delle questioni di diritto, uno per la catalogazione e massimazione dei precedenti di sezione, uno per i rapporti con l’avvocatura, uno per i rapporti con la cancelleria, uno per l’automazione).

- funzioni processuali: alla celebrazione del processo verrà dedicato un apposito paragrafo. Qui si anticipa che i compiti che i magistrati devono necessariamente svolgere sono esclusivamente quelli di studio della causa, di escussione dei testimoni e di decisione. Tutti gli altri compiti possono essere delegati agli ausiliari secondo scelte discrezionali del singolo magistrato delle quali il magistrato stesso sarà responsabile.


b) gli ausiliari

I) i G.O.T.
La legislazione vigente consente ai G.O.T. di celebrare le udienze e raccogliere le conciliazioni giudiziali.
Amplissimo pertanto è il campo di intervento del G.O.T., il quale sotto la diretta responsabilità del dirigente dell'ufficio e previa approfondita conoscenza della giurisprudenza della sezione, potrà, sotto la diretta responsabilità del magistrato assegnatario della causa e previa consultazione con lo stesso:

1) partecipare alle riunioni di sezione indette ai sensi dell'art. 47-quater O.G.);
2) celebrare udienze dedicate al tentativo di conciliazione in cause in cui lo studio preliminare abbia condotto a ritenere la conciliazione probabile e/o auspicabile nell'interesse di entrambe le parti;
3) celebrare udienze destinate ad affidare al CTU i quesiti già predisposti o da tutta la sezione con modelli standard o insieme dal magistrato e dal GOT per il caso singolo;
4) celebrare udienze meramente interlocutorie quando situazioni eccezionali rendano tali udienze inevitabili;
5) redigere le sentenze o parti di sentenze, fermo restando che la decisione spetta al giudice che sottoscrive il provvedimento;
6) su richiesta degli avvocati e previo appuntamento, rispondere a domande sull'indirizzo della giurisprudenza di sezione.

II) i praticanti o specializzandi

Ai tirocin anti saranno assegnate attività di:
catalogazione e massimazione della giurisprudenza dell’ufficio in generale;
“preparazione” preliminare del fascicolo con compilazione di uno schema standard predisposto per ogni tipo di controversia;
raccolta e selezione ragionata di massime giurisprudenziali pertinenti alla fattispecie oggetto del redigendo provvedimento;
effettuazione di verifiche della corrispondenza tra i fascicoli trasmessi dalla cancelleria nella stanza del giudice e i fascicoli annotati nella agenda del giudice;
riordino e verifica della completezza degli atti del fascicolo di ufficio (verbali delle udienze, originali dei provvedimenti depositati fuori udienza, copie per l’ufficio degli scritti difensivi delle parti, originali delle relazioni e notule dei Consulenti o altri ausiliari del giudice, etc.).


c) personale di cancelleria

- fascicolo cartaceo
Almeno fino a quando non entrerà in vigore il fascicolo elettronico, il personale di cancelleria dovrà sovraintendere alla formazione molto accurata del fascicolo d'ufficio secondo le norme inderogabili prescritte dal codice di rito e dalle disposizioni di attuazione dello stesso, con rigorosa redazione dell'indice e rigoroso controllo che gli atti siano conservati secondo l'ordine indicato nell'indice.


- svolgimento ed esaurimento durante l'udienza di tutto il lavoro attualmente svolto per la preparazione e lo scarico di ogni udienza
Il personale di cancelleria dovrà partecipare costantemente all'udienza per:
redigere il verbale informatico con l'ausilio tanto di modelli predisposti sia di verbale sia di quesiti ai CTU sia di provvedimenti ordinatori, quanto di testi predisposti su file informatici dagli avvocati (ad esempio le domande dell'interrogatorio formale o della prova testimoniale, con la conseguenza che in udienza dovranno essere verbalizzate solo le risposte);
inserire in tempo reale i dati dei rinvii, delle costituzioni, del mutamento di avvocati o degli indirizzi di posta elettronica, di successione tra le parti nel SICID;
inviare in tempo reale le comunicazioni alle parti, le convocazioni dei CTU, le richieste di informazioni ad altre pubbliche amministrazioni o ad altri privati muniti di posta elettronica certificata;
aggiornare l'indice con gli atti depositati in udienza;
collaborare nella gestione e nell’aggiornamento dell’agenda del giudice;
inserire nella cartella elettronica del fascicolo i verbali delle udienze nonchè degli atti difensivi e dei documenti prodotti.
Attualmente tutte le attività sopra elencate vengono svolte fuori e dopo l'udienza. Con la sperimentazione, invece, tutta questa parte del lavoro sarà già finita nello stesso momento in cui si chiuderà l'udienza.


- attività fuori udienza
Residuano una serie di attività che devono essere svolte necessariamente fuori udienza e che riguardano soprattutto il ricevimento degli atti depositati fuori udienza e la pubblicazione delle sentenze.
Quando entrerà in vigore il processo telematico queste attività comporteranno un dispendio di energie e di tempo assai minore rispetto a quello attuale.
Se, però, gli avvocati parteciperanno alla sperimentazione e si scambieranno atti e documenti tramite posta certificata l'accesso del "pubblico" alla cancelleria sarà drasticamente ridotto, con vantaggio non solo del personale di cancelleria, ma anche degli avvocati.
La cancelleria nel servizio di deposito atti curerà di verificare la stretta corrispondenza tra l’indice e gli atti ed i documenti depositati, come del resto già previsto dall’art. 36 delle disposizioni di attuazione del c.p.c..
In particolare, non consentirà inserimenti ed integrazioni a penna che non siano vidimati con il timbro e la firma del Cancelliere.
Occorrerà anche vigilare che nel depositare nuovi atti o produrre nuovi documenti le parti non assegnino agli stessi numeri di indice che corrispondono ad atti o documenti depositati in precedenza.
Si tratta di semplicissimi accorgimenti che non fanno altro che ripristinare regole già esistenti, ma desuete, la cui mancata osservanza, frutto delle difficili condizioni di lavoro, costituisce motivo di litigiosità e di insofferenza da parte del Foro e spesso sfocia in inutili contenziosi in udienza.
Quanto alle comunicazioni, almeno per le parti si può utilizzare la disciplina degli articoli 6 e 7 del DPR 121/2001: le comunicazioni e le notificazioni possono essere eseguite per via telematica, secondo l'articolo 6 “oltre che attraverso il sistema informatico civile, anche all'indirizzo elettronico dichiarato ai sensi dell'articolo 7”; ai fini delle comunicazioni e delle notificazioni, l'indirizzo elettronico del difensore è unicamente quello assegnato dal Consiglio dell'Ordine; per gli esperti e gli ausiliari del giudice, parimenti, l'indirizzo elettronico è quello “comunicato dai medesimi ai propri ordini professionali o all'albo dei consulenti presso il tribunale” (art. 6).


d) esperti informatici

La presenza in sezione di un esperto informatico deve essere costante perché occorre mettere a punto il software e curarne l'utilizzazione per:
l’invio e la ricezione delle comunicazioni formali previste dal codice di rito;
la ricezione degli atti depositati e dei documenti prodotti dalle parti, in una prima fase con la dotazione informatica attuale eventualmente integrata con programmi scaricati gratuitamente dalla rete, e, poi, secondo i parametri tecnici e legislativi del cosiddetto “processo telematico”;
l’invio delle comunicazioni dall’ufficio verso l’esterno (secondo le stesse due fasi cronologiche sopra delineate e distinguendo tra comunicazioni a parti processuali e richieste di informazioni a terzi);
l’uso della consolle del giudice ed il collegamento alla stessa della cartella elettronica del processo;
la creazione dell’archivio informatico dei provvedimenti della sezione;
la creazione dell’archivio informatico della giurisprudenza sulle materie trattate dalla sezione.
E’ poi necessaria l’assistenza a tutto il personale dell’ufficio chiamato a confrontarsi con l’uso di nuovo hardware e nuovo software.


e) esperto in statistica ed analisi dei dati

L’analista dovrà con una presenza ad intervalli regolari, mettere a punto insieme all’esperto informatico, le query necessarie per monitorare e programmare l’attività dell’ufficio e dovrà standardizzare tale query così che le stesse possano essere proposte con facilità da ogni singolo componente dell’ufficio mediante l’utilizzo di uno qualsiasi dei PC in dotazione della sezione (ciò si tradurrà anche in una immediata trasparenza di tutto l’operato della sezione); dovrà insieme ai magistrati “leggere” i dati raccolti per individuare subito le criticità che dovessero presentarsi ed elaborare le soluzioni.


4. Gli avvocati

Benchè non possano essere considerati parte integrante dell’ufficio per il processo, la loro collaborazione ha una funzione fondamentale ed indispensabile per la riuscita della sperimentazione.
In attesa che il Ministero metta a disposizione gli strumenti per la celebrazione del processo telematico gli avvocati potranno contribuire in maniera decisiva alla riuscita della sperimentazione:
munendosi tramite il Consiglio dell'Ordine di un indirizzo di posta elettronica certificata per ricevere tutte le comunicazioni provenienti dalla cancelleria e dai consulenti tecnici e tutti i provvedimenti emessi dal giudice fuori udienza, nonchè (nei limiti consentiti dalle vigenti norme tributarie) anche copia informale dei provvedimenti emessi dal giudice in udienza e copia delle sentenze;
depositando anche su supporto informatico oppure inviando anche tramite la posta elettronica certificata sia gli atti difensivi sia la copia scannerizzata dei documenti prodotti affinchè vengano inseriti nella cartella elettronica collegata al fascicolo d'ufficio (per ogni singolo atto o documento allegato sul supporto informatico deve essere creato un file elettronico con numerazione e titolo corrispondenti all’indice del fascicolo di parte);
scambiando tramite la posta elettronica certificata i propri atti difensivi ed i documenti scannerizzati con tutti i colleghi che hanno indicato il proprio indirizzo di posta elettronica certificata.


5. Il processo

5.1. Cause nuove

a) arrivo del fascicolo al ruolo

Il problema della corretta individuazione della sezione secondo i criteri tabellari e le aree di appartenenza non si pone per una sezione sperimentale nella quale vi sia una definizione della competenza per materie agevolmente individuabili.


b) assegnazione del fascicolo al magistrato

Un primo momento organizzativo attiene alla assegnazione delle cause ai magistrati.
La sezione può disegnare una serie di percorsi processuali diversificati a seconda di una o più caratteristiche della singola causa.
Si può pertanto prevedere uno spoglio preliminare delle controversie (svolto a rotazione da tutti i magistrati della sezione) che consenta di instradare la controversia sin dall’inizio nell’ambito di uno dei percorsi prestabiliti, salvo verificare l’esattezza di tale scelta nel corso della prima udienza insieme alle parti.
Spetterà ai giudici togati catalogare i vari tipi di controversia che rientrano nella competenza della sezione e predisporre i relativi percorsi processuali.
Per le cause seriali o che affrontano questioni ricorrenti dovranno possibilmente essere individuate soluzioni condivise sia in relazione agli esiti che ai percorsi processuali valorizzando le riunioni di sezione ex art. 47 quater ord. giud.
Per le cause aventi ad oggetto questioni nuove o non ancora affrontate dalla sezione è opportuno prevedere un sistema di rotazione nella assegnazione ai singoli magistrati.
Nel caso di cause seriali sarebbe inoltre opportuno (soprattutto in caso di orientamenti difformi) operare un monitoraggio delle decisioni della Corte d’Appello e della Corte di Cassazione ed eventualmente prevedere corsie preferenziali per le impugnazioni tramite accordi con gli uffici di grado superiore


c) il fascicolo è sulla scrivania del giudice

In questa fase il giudice, con la presenza del tirocinante, provvederà immediatamente ad un primo “spoglio/studio” del procedimento ad esito del quale delegherà al tirocinante la redazione di una scheda contenente:
richiamo ragionato dei precedenti giurisprudenziali di sezione e di legittimità;
l’indicazione delle questioni di diritto e/o di fatto fondamentali ai fini della decisione;
l’elencazione dei fatti rilevanti già documentalmente provati con indicazione del numero di indice del documento prodotto dalla parte;
uno schema di decisione immediata se la causa è matura (per es. perché documentale o perché comunque non abbisogna di adempimenti istruttori);
l’individuazione di massima del “percorso” della causa con l’indicazione di eventuali fasi assegnate ai GOT. Il giudice a seconda dell’esito dello spoglio fisserà l’udienza.


d) organizzazione del processo

- udienza di prima comparizione e di trattazione
La prima udienza deve essere tenuta necessariamente dal giudice.
Deve avere la funzione di “udienza di programma” e deve delineare, nel confronto con le parti, le varie scansioni, anche temporali, del processo.
Già in questa fase si può valutare la possibilità di fissare dinanzi al GOT una udienza per la possibile conciliazione.

- i percorsi processuali predeterminati
A titolo di esempio si indicano alcuni dei percorsi processuali predeterminati:

- processi in cui si può applicare il disposto dell’articolo 187 c.p.c. e domande palesemente inammissibili o infondate: si potrebbero concludere immediatamente con sentenza da pronunciarsi ai sensi dell’articolo 281 sexies

- processi documentali o, comunque, senza necessità di espletamento di attività istruttorie:
Se non ricorrono i presupposti di cui all’art. 187 c.p.c. e le parti richiedono un termine ex art. 183 comma 6 si può concedere il termine ma prevedendo l’opzione di decidere la causa ex art. 281 sexies alla seconda udienza.

- processi che, per la loro tipologia, consentono con possibilità di successo un tentativo di conciliazione: il giudice concede, se richiesto, i termini di cui all’art. 183 comma 6 c.p.c. ma fissa una udienza intermedia dinanzi al G.O.T. per l’espletamento di un tentativo di conciliazione.

- processi che richiedono l’espletamento necessario di una C.T.U.: all’udienza ex art. 184 c.p.c. il giudice delega al GOT tutta l’attività relativa alla C.T.U.; riguardo alla C.T.U. si adotterà il modello previsto dalle regole del nuovo protocollo per la gestione dell’udienza civile stilato dall’Osservatorio sulla giustizia civile di Roma. Si potranno privilegiare nella scelta i consulenti dotati di posta elettronica certificata poiché ciò consente una maggiore rapidità nello scambio di informazioni tra giudice, consulente, parti, consulenti di parte concorrendo a realizzare il principio del giusto processo. All’esito della consulenza il giudice decide con una sentenza ex art. 281 sexies c.p.c.

- processi che richiedono l’espletamento di una attività istruttoria: la decisione sulle prove deve essere adottata in udienza, l’espletamento della prova deve essere concentrato in una sola udienza, l’istruttoria salvo casi particolari dovrebbe essere espletata dal giudice. Vi deve essere una preparazione specifica della udienza nella quale predisporre i verbali di causa con inserimento dei capitoli di prova orale ammessi

Il ricorso al tentativo di conciliazione, ad opera del GOT, (un soggetto diverso da quello che decide la causa), può essere molto proficuo non solo dopo la prima udienza ma anche durante o dopo l’istruttoria e, dovendosi fissare delle udienze a parte, non rallenta i tempi della causa.


- decisione
Il Giudice privilegerà la decisione in forma riassuntiva ai sensi dell’art. 281 sexies c.p.c..
Nella fase dello studio dei fascicoli e della predisposizione dei modelli e delle bozze di motivazione precedenti alla decisione il ruolo dei tirocinanti ed eventualmente dei GOT sarà essenziale. Questi provvederanno a predisporre, utilizzando anche la consolle del giudice, l’intestazione e lo svolgimento del processo nonché una bozza della motivazione fondata su eventuali precedenti della sezione o della giurisprudenza di legittimità o di merito.
Si potrà valutare se alcune sentenze seriali possano essere emesse direttamente dai GOT.
L’informatica può fornire un ausilio, oltre che con l’uso dei programmi di video-scrittura e con gli archivi di giurisprudenza, con la predisposizione di modelli di sentenza già comprensivi della intestazione e di ampie parti di “svolgimento”, redatte sulla base dei dati del SICID, e di “motivazione”, redatte utilizzando i precedenti conformi, o con l’utilizzo di dispositivi di riconoscimento vocale.


e) organizzazione dell’udienza
È opportuno che nelle udienze vengano trattate materie omogenee per facilitare il lavoro del giudice, dei collaboratori, degli stessi tirocinanti.
Lo schema organizzativo dell’udienza è quello desumibile dal protocollo delle udienze civili del Tribunale di Roma.
E’ indispensabile che non vengano trattate più di 15 cause ad udienza di media. Ciò consentirà di “ruotare” tutto il ruolo in 4 mesi e, quindi, tenendo conto di una progressiva riduzione delle pendenze dovrebbe consentire la trattazione delle cause per almeno tre volte in un anno.
Quanto alle udienze che dovranno tenere i GOT, si individueranno attività che possono essere delegate ai GOT e si fisseranno le relative udienze.


5.2. Cause vecchie
Per le cause vecchie è indispensabile che la prima udienza dinanzi al giudice della sezione sperimentale assuma la funzione di udienza di programma nella quale delineare il percorso successivo del processo che dovrà svolgersi secondo gli schemi sopra indicati.

6. La consolle del giudice

Tale strumento, utilizzando i dati già contenuti nel SICID, consente:
a) di visualizzare l'intero ruolo del magistrato utilizzando funzioni di agenda per l'organizzazione delle udienze (si può visualizzare la consistenza delle udienze grazie ad un’agenda simile a quelle cartacee);
b) di avvalersi di rilevazioni statistiche di grande utilità per la gestione del ruolo e la programmazione del lavoro (tra cui il monitoraggio dei processi esauriti in rapporto a quelli assegnati; distribuzione del contenzioso tra le varie materie; distinzione dei processi per eventi processuali, durata effettva dei vari tipi di cause, ecc.);
c) di redigere, conservare ed incrementare progressivamente appunti riservati o condivisi di tipo schematico e di tipo esteso, utili per avere in tempo reale la padronanza di ogni singolo fascicolo (questa funzione dovrà essere utilizzata per la creazione della cartella elettronica di ciascun fascicolo);
d) di redigere provvedimenti all’interno di questo ambiente, nonchè modelli personalizzati di provvedimenti giudiziari, conservandone copia nel fascicolo virtuale, esattamente come succede per i provvedimenti cartacei nelle attuali fascette;
e) si possono condividere fascicoli tra colleghi e si possono creare archivi condivisi non solo di fascicoli, ma anche di materiali di consultazione, ricerche, appunti, immagini e quant’altro archiviabile elettronicamente.
La diffusione della consolle rende necessari una serie di adeguamenti tecnici: per prima cosa occorre che l’Ufficio giudiziario richiedente sia munito del SICID in versione aggiornata e che esista una rete comunicativa elettronica tra magistrati e cancellerie.
Lo strumento Scrivania:
- riduce i tempi di imputazione dei dati processuali nei programmi di archiviazione che i giudici utilizzano perché attinge direttamente dalle informazioni immesse dalle cancellerie;
- sarà l’unico programma fornito ufficialmente per gestire il ruolo contenzioso dei giudici civili e consentirà di sviluppare l’ulteriore meta del processo telematico realizzando una comunità di conoscenze tra i protagonisti del processo;
- può garantire la diffusione delle conoscenze tra i magistrati della stessa o di diverse sezioni giudicanti, grazie alle sue cartelle

7. I documenti informatici

Anche senza l’applicazione del modello del processo civile telematico in tutte le sue articolazioni è possibile utilizzare nel processo copie di documenti su supporto digitale (articolo 9 del DPR 121/2001).
Un processo “sperimentale” postula, innanzitutto, l'uso delle copie dei documenti allegati al fascicolo di parte (che costituiscono di norma il 90% del volume dell'intero fascicolo) su supporto informatico (CD/DVD-Rom).
Un processo senza (o con poche) carte è un processo più celere anche perché i documenti sono (come tutti i documenti informatici) integri, disponibili e sicuri: i fascicoli sono più facilmente gestibili, l'accesso alle informazioni è più sicuro e controllabile (tutte le operazioni di accesso sono tracciabili e archiviabili per futuri controlli), i documenti occorrenti per la motivazione dei provvedimenti non si perdono nel passaggio di mano in mano e si possono facilmente archiviare. Soprattutto, essi sono immediatamente reperibili da parte del giudice e possono essere utilizzati per la redazione del provvedimento.
E’ quindi opportuno che tutti gli atti di parte, quali comparse, memorie, precisazioni delle conclusioni e, nei limiti del possibile, documenti vengano forniti anche su supporto informatico; inoltre dovranno essere redatti anche su supporto informatico le relazioni dei CTU.
Si può pensare di concordare con gli avvocati, attraverso l’Ordine, una parte del contenuto degli atti, l'indicazione dell'indirizzo mail del difensore, la chiarificazione dell'indicazione della materia trattata, il modo di indicazione degli allegati.
Il giudice deve poter assumere le sue decisioni, esaminando preventivamente gli atti delle parti e deve, quindi, avere la possibilità di visionarli, eventualmente per via telematica; si può, quindi, pensare ad un sistema di trasmissione per posta elettronica.
Il modello ufficio per il processo presuppone la necessità di un largo lavoro di equipe che, allo stato, può realizzarsi solo attraverso una presenza maggiore del giudice e dei suoi collaboratori in ufficio.

E’ bene ricordare che nel citato DPR è previsto che le riproduzioni “informatiche” (rectius: su supporto informatico) e, in genere, ogni altra rappresentazione meccanica di fatti o cose formano piena prova in giudizio sino ad espresso disconoscimento, esattamente come le copie cartacee su cui si fonda l'ordinario processo civile;
i duplicati, le copie, gli estratti del documento informatico, conformi alle regole tecniche [DPCM 13/1/2004] anche se riprodotti su diversi tipi di supporto, sono validi a tutti gli effetti di legge;
i documenti informatici contenenti copia o riproduzione di atti pubblici, scritture private e documenti in genere, compresi gli atti e documenti amministrativi di ogni tipo, spediti o rilasciati dai depositari pubblici autorizzati e dai pubblici ufficiali, hanno piena efficacia, ai sensi degli articoli 2714 e 2715 del codice civile, se ad essi è apposta o associata, da parte di colui che li spedisce o rilascia, una firma digitale o altra firma elettronica qualificata.

8. L’ambiente e le regole

L’operatore amministrativo della sezione sperimentale, con disposizione scritta della dirigenza curerà che un facchino e/o commesso disponga già dal pomeriggio antecedente all’udienza o entro le ore nove della mattina stessa i fascicoli da trattare in udienza, divisi per orario ed adempimenti.
Le cause saranno trattate una alla volta all’orario fissato e non sarà consentito a soggetti estranei al giudizio assistervi.
I fascicoli non saranno disponibili all’esterno.
L’esterno dell’aula deve essere organizzato in maniera che le parti e i testi specialmente se anziani possano sedersi e deve essere rispettata la riservatezza e la dignità di tutti gli utenti, avvocati compresi, che devono essere posti in grado di interloquire con i propri clienti in una postazione che permetta loro di sedersi e scrivere.

9. Le modalità attuative del progetto ed i tempi

Senza voler in alcun modo invadere campi di competenza altrui, si indicano alcuni passaggi procedimentali necessari per la fase attuativa del progetto:
individuazione della sezione
si dovrà costituire “ex novo” una “sezione sperimentale” o individuare la sezione nell’ambito della quale costituire il “gruppo” sperimentale (la sezione prescelta dovrà essere preferibilmente una di quelle che si occupano della materia assegnata alla sperimentazione; ad esempio, se vengono assegnate le cause in materia bancaria con rito ordinario, il gruppo dovrà costituirsi all’interno dell’ “area mercato”);
individuazione dei giudici
si potranno assegnare alla sezione i cinque giudici necessari mettendo a concorso i posti con l’espressa indicazione degli scopi e degli obiettivi specifici della sperimentazione e con la richiesta di una competenza sufficiente nell’utilizzo di sistemi informatici; alla sottrazione dei giudici dalle varie sezioni corrisponderà una riduzione delle pendenze delle quattro sezioni dell’area mercato;
individuazione dei g.o.t.
anche per questi si potranno assegnare alla sezione i tre giudici necessari mettendo a concorso i posti con l’espressa indicazione degli scopi e degli obiettivi specifici della sperimentazione e con la richiesta di una competenza sufficiente nell’utilizzo di sistemi informatici;
individuazione degli ausiliari
si stipuleranno convenzioni con il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma sul modello di quelle stipulate a Milano o a Venezia per consentire che i 10 tirocinanti, scelti nell’ambito dei praticanti procuratori, possano svolgere le funzioni di collaborazione con l’ufficio per un periodo minimo di un anno;
individuazione del personale di cancelleria
la dirigenza amministrativa potrà provvedere alla scelta del personale curando che si tratti di soggetti interessati al progetto e che abbiano una competenza informatica sufficiente per le attività sopra indicate;
esperti informatici ed analisti di sistema
la DGSIA ha preannunciato l’individuazione del Tribunale di Roma come sede di sperimentazione della “consolle del giudice”; questa scelta dovrà essere sostenuta e dovrebbe consentire di avere a disposizione, per il periodo della sperimentazione, oltre allo strumento essenziale della “consolle del giudice”, personale esperto in informatica ed in analisi di sistema.


Il progetto dovrà essere trasmesso al Ministero della Giustizia, al Consiglio Giudiziario di Roma ed al Consiglio Superiore della Magistratura per la approvazione.

Non è ancora chiaro se vi sarà un contributo economico del Ministero ai progetti di sperimentazione.
L'Unione Europea stanzia fondi per sostenere i progetti nel campo nell'amministrazione della giustizia: occorre verificare la possibilità di accedere a tali stanziamenti.
Nell’ambito della convenzione con il Consiglio dell’Ordine si potrà, comunque, chiedere un contributo economico (anche sottoforma di acquisto e comodato gratuito di hardware e software).

Si potrà inoltre costituire una commissione mista “giudici-avvocati-personale di cancelleria” che studi i problemi connessi con l’ufficio del processo e ne valuti gli esiti; in primo luogo la commissione, sull’esempio di ciò che è avvenuto a Milano per l’automazione della emissione dei decreti ingiuntivi, dovrà studiare le modalità concrete della trasmissione in via telematica degli atti (nella prima fase, e fino alla adozione del “processo civile telematico” come ausilio, non sostitutivo del fascicolo cartaceo, al lavoro dell’ufficio e delle stesse parti).

L’individuazione dei locali adatti dovrà essere necessariamente rimessa alla amministrazione.
Sarà importante far comprendere agli utenti ed alla opinione pubblica il senso e lo scopo del progetto.

Ragionevolmente si può pensare che la sperimentazione possa iniziare a cavallo del periodo estivo, più probabilmente dal 16 settembre; non è però escluso che si possa perseguire l’obiettivo di una accelerazione dei tempi che comporti l’anticipo della sperimentazione all’inizio di giugno.

Il periodo sperimentale dovrebbe durare almeno due anni, con una rendicontazione annuale dei risultati.